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March Madness 2026 – Gonzaga eliminata, Darius Acuff guida Arkansas

Texas Gonzaga
Autore: Manuel Follis
Data: 22 Mar, 2026

La cinderella High Point abbandona il Torneo piegata da una partita da star di Darius Acuff, che si candida a essere uno dei protagonisti del Torneo. In compenso l’upset di giornata lo regala un’altra quasi-cenerentola come Texas che elimina Gonzaga. Al cardiopalma la gara tra Nebraska e Vanderbilt. Ecco cosa è successo nel primo turno della seconda giornata.

West

Non chiamateci Cenerentola – Coach Sean Miller a fine gara si è quasi risentitoI don’t think we ever want to sign up to be the Cinderella story, because we are the University of Texas, and what we represent in the SEC“. Ancora una volta i tifosi dei Longhorns hanno sfruttato una giocata estemporanea di un loro giocatore. Questa volta non è stato Tramon Mark (partita bruttina per lui: 8 punti con 2/10 al tiro), il cui tiro all’ultimo secondo aveva garantito la vittoria al First Four ma è toccato a Camden Heide, con una tripla a 14 secondi dalla fine (unici punti della sua gara) che ha respinto l’ultimo assalto degli Zags. Texas ora è in striscia consecutiva da 3 partite. Gonzaga si è retta sulle spalle di Graham Ike (25) e ha avuto poco altro. Peccato perché esce dal Torneo anche l’italiano Emmanuel Innocenti, che ha giocato una delle partite più concrete della stagione (9 punti, 3/3, 1/3, 6 rimbalzi 3 assist e 0 perse).

Cercate un MVP? – Quella tra Arkansas e High Point è stata una delle partite più combattute del turno. Però solo una delle due squadre schierava una potenziale stella NBA ed erano i Razorbacks. Darius Acuff, il freshman che ha stupito tutti in stagione, non accenna a rallentare al Torneo. A fine gara per lui 36 punti con 8/16, 3/6 e 6 assist, ma soprattutto tutti i canestri importanti nei momenti chiave. Sull’83 pari, ha segnato 7 punti consecutivi che di fatto hanno chiuso il match. La sua sfida con Rob Martin (30 punti per lui) è stata una partita a parte all’interno della gara. Pura March Madness.

South

Un quasi buzzer da infarto – Anche la sfida tra Vanderbilt e Nebraska ha regalato emozioni fino all’ultimo secondo. Gara punto a punto, nel finale un layup di sinistro di Pryce Sandfort regala il +2 ai Cornhuskers a 2 secondi dalla fine. Rimessa, palla nelle mani del fenomeno Tyler Tanner (migliore in campo con 27 punti e 4 assist) che spara un tiro da metà campo che sostanzialmente entra ed esce. Ironia della sorte, quest’anno in stagione Vanderbilt aveva perso allo stesso modo contro Missouri, ossia anche in quel caso tiro di Tanner da metà campo entrato e uscito. Avanza Nebraska che conferma la sua grande stagione (coach Fred Hoiberg ha vinto il premio come miglior allenatore della Big Ten) eliminando una delle squadre che arrivavano più in forma al Torneo.

Houston e Illinois sul velluto – Dura sostanzialmente 5 minuti la gara di Houston e forse giusto 10 quella di Illinois, teste di serie n 2 e 3 che regolano con un +31 e un +21 le due rivali Texas A&M e VCU. I Cougars ne hanno approfittato per far ruotare tutti (Chris Cenac miglior marcatore con 17) e così come gli Illini (21 punti dalla panchina per Stojakovic). Adesso le due squadre si affronteranno alle Sweet 16 e in ogni caso non avranno più vita così facile.

East

A Duke bastano 15 minuti – Avevamo detto che TCU era una squadra tosta e per 22-23 minuti ha fatto vedere i sorci verdi a Duke, raddoppiando Cameron Boozer a ogni possesso (2 punti nel primo tempo) e generando palle perse per punti facili in contropiede. Sul 40-38 in favore degli Horned Frogs però è cambiato qualcosa. Tornati in campo dopo il timeout i Blue Devils hanno cambiato marcia, di fatto chiudendo gli ultimi 16 minuti con un parziale di 43-18, riuscendo a innescare la loro star (19 punti per lui alla fine) e a chiudere il loro canestro.

Michigan State solida e inedita – E’ una delle squadre che fa meno utilizzo del tiro da 3 eppure gli Spartans hanno accettato in parte il ritmo di gara proposto da Louisville così come il volume di tiri dall’arco, sfruttando le ottime percentuali stagionali (normalmente spalmate su molti meno tentativi) e chiudendo con 11/26. Il risultato è stata una gara mai dominata ma sempre controllata, contraddistinta dai parziali generati dal tiro da 3 (37 tentativi per i Cardinals e 26 per Michigan State). E’ finita con la squadra più forte che avanza. Degni di nota i 16 assist del “solito” Jeremy Fears, cui non servono troppi punti (12 alla fine) per incidere sul match.

Midwest

Michigan in crociera – Il trio di lunghi formato da Yaxel Landeborg, Morez Johnson e Aday Mara è stato troppo anche per Saint Louis che grazie all’aggressività e al tiro da 3 ha iniziato la gara in maniera sfacciata tenendo testa ai Wolverines. E’ durata il tempo di un paio di timeout, poi Michigan ha preso il largo e non si è più voltata indietro. Per Landeborg una giornata ordinaria da 25 punti con 6/8 e 3/5 e 6 rimbalzi. Ultima partita in carriera per un mito del college basket come Robbie Avila, lungo (e largo) dei Billikens, vero mito per gli appassionati della NCAA.

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