Un italiano ha già vinto la March Madness. Era il 2019 e c’era Francesco Badocchi nel roster di Virginia che sconfisse la Texas Tech di Davide Moretti in finale. Il campo però l’ala milanese non l’ha mai davvero visto veramente e quest’anno potrebbe invece essere la volta buona per vedere un ragazzo italiano fare strada nella March Madness fino ad arrivare al titolo. Ce ne sono sono sette – sei in campo maschile e una in campo femminile – che possono raggiungere questo traguardo. E per due di loro le possibilità non sono poche.
Dame Sarr, Duke – E’ lui il principale candidato a essere il primo italiano a vincere da protagonista la March Madness. Duke è la No.1 assoluta – anche se inserita in un Region di ferro – e, pur avendo i suoi problemi, ha dimostrato una solidità incredibile e una capacità di trovare risorse tattiche nuove nei big match. Tra i migliorii difensori della Division I e titolare fisso nel quintetto di Jon Scheyer, nelle ultime settimane ha trovato maggior spazio anche in attacco: non più totale 3&D relegato sul lato debole in attesa di uno scarico, ma molto più dentro al vortice di hand-off e tagli sul lato forte su cui si basa l’attacco di Duke. I Blue Devils arrivano al torneo un po’ acciaccati e corti in rotazione ma batterli sembra davvero complicato, più o meno come battere in 1vs1 Dame Sarr.
Emmanuel Innocenti, Gonzaga – Anche il ragazzo della Stella Azzurra è universalmente riconosciuto come uno dei migliori difensori del college basketball. Sulla palla, sui cambi e anche in aiuto, Innocenti è il perno principale della difesa di Gonzaga che ha tanta taglia in tutti i ruoli. Anche i Bulldogs arrivano al torneo con qualche assenza importante- una su tutte quella sotto canestro di Braden Huff – ma anche in ottica Draft per Innocenti sarà importante il potenziale match al secondo turno contro AJ Dybantsa. Fare una bella figura potrebbe metterlo sulla mappa anche degli scout Nba. BYU e Purdue gli ostacoli principali, ma non insormontabili, per arrivare alle Elite Eight dove potrebbe esserci una sfida di grande fascino tra il maestro Mark Few e l’allievo Tommy Lloyd sulla panchina di Arizona.
Great sitting down with Gonzaga’s trilingual defensive specialist Emmanuel Innocenti. He says you can feel the energy on campus ahead of Saturday’s tilt with Saint Mary’s.
“The vibe around town and in the gym is different. It’s a big game and we don’t want to lose at home.” pic.twitter.com/MI22LY387w— Andrew Quinn (@andrewquinny) January 28, 2026
Riccardo Greppi, Wisconsin – Il lungo lombardo ha giocato pochissimo in questa stagione più positiva del previsto per i Badgers, la squadra che ha messo più in difficoltà Michigan in questa regular season e capace di sorprendere grazie al talento realizzativo delle due guardie Nick Boyd e John Blackwell. Possono fare una lunga corsa – sono nel Regional di Arizona – oppure fermarsi già al primo turno contro una forte e interessante High Point, piena di ex giocatori di Power Conference, che potrebbe sorprendere.
René D’Amelio, Cal Baptist – La sfida è di grande fascino per René D’Amelio e i Lancers, che arrivano al Torneo dopo aver vinto la WAC: tentare un clamoroso upset al primo turno ai danni di Bill Self e di Kansas. Le condizioni ci sono: i Jayhawks sono una squadra assai volubile e Cal Baptist ha almeno tre lunghi per reggere il confronto sotto canestro con la forza di Flory Bidunga, ma soprattutto la presenza di Dominique Daniels, uno dei migliori scorer della D-I, funambolo da tre punti, che potrebbe sparigliare le carte. Per il ragazzo di Borgomanero qualche problema fisico in una stagione da freshman senza troppi minuti ma comunque positiva.
Michelangelo Oberti, Penn – Fran McCaffery ha portato la quinta squadra diversa al torneo, diventando uno dei cinque coach a farlo. Ci è riuscito vincendo a sorpresa l’Ivy League, grazie all’incredibile prestazione in finale messa in campo da TJ Power, che ha chiuso con 44 punti e 14 rimbalzi per battere la No.1 Yale, trascinata all’overtime da due triple negli ultimi trenta secondi dell’ex Virginia. Pochi minuti in campo per il lungo al secondo anno che però si sta godendo una stagione piena di soddisfazioni per Penn.
TJ Power forces overtime ‼️
He leads Penn with 40 points and 12 rebounds 🍿 pic.twitter.com/4ZscKOgr1X
— ESPN (@espn) March 15, 2026
Alfredo Addesa, Lehigh – C’è una First Four da giocare prima contro Prairie View A&M per conquistare l’accesso al tabellone principale e prendersi poi una probabilissima scoppola dai campioni in carica di Florida. Centro lombardo anche lui al secondo anno, Addesa è il cambio dei lunghi per i Mountain Hawks, usciti vincitori in Patriot League.
Martina Fantini, Arizona State – Passa dalle First Four l’unica presenza italiana nel tabellone femminile. Arizona State – al primo anno del nuovo promettente corso di coach Molly Miller – era partita fortissima in stagione chiudendo da imbattuta la non-conference schedule prima di ingolfarsi nella tosta Big 12. Le due vittorie contro Arizona e Iowa State al torneo di conference hanno regalato l’accesso alle Sun Devils. In una squadra esperta come Arizona State, Fantini è riuscita a ritagliarsi un piccolo spazio dalla panchina come cambio delle lunghe, non banale per una giocatrice al primo anno.


