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Toundè Yessoufou, dal Benin fisico e talento alla Anthony Edwards

Toundè Yessoufou
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 19 Feb, 2026

Il paragone fisico c’è, quello tecnico pure ma Toundè Yessoufou rischia di fare la stessa fine di Anthony Edwards per quanto riguarda la March Madness, ovvero non andarci. La guardia classe 2006, originaria del Benin, è uno dei leader di Baylor grazie alla sua grande capacità di creazione dal palleggio, alla sua fisicità per reggere i contatti e alla versatilità difensiva sul perimetro ma probabilmente la sua ottima stagione da freshman non basterà alla squadra di coach Scott Drew per arrivare al torneo.

Un progetto da ventellista Nba

Reduce dal record assoluto di punti segnati nella storia delle high school della California (3.467 in 120 partite), Yessofou è arrivato a Baylor carico di aspettative e con l’etichetta di prospetto Nba. Tutto confermato in questi mesi di stagione che però sta dando poche soddisfazioni ai Bears, per colpa di infortuni e black out nel corso di tante partite. Ma la guardia africana si sta imponendo tra i migliori giocatori della Division. É uno dei freshman più produttivi in situazioni di 1vs1 e coach Drew ha creato per lui soluzioni per lasciarlo giocare in isolamento, spesso concedendogli metà campo per attaccare. Primo passo esplosivo, Yessoufou ha grande abilità nel crearsi separazione dal palleggio. Il suo ball handling lo aiuta nel portarsi nel suo spot e prendersi il tiro desiderato. Mentalità aggressiva, cerca con continuità le penetrazioni al ferro e combina rapidità laterale e potenza per battere il difensore sul primo passo e assorbire il contatto.

Il numero 24 dei Bears ha un buon controllo del corpo in aria, conclude con entrambe le mani e non perde equilibrio anche nel traffico. Quando prende vantaggio, è difficile contenerlo senza aiuti dal lato debole. Gioca meglio quando può correre in contropiede e sfruttare le transizioni. Grazie alla sua velocità, al suo controllo di corpo e al suo fisico, una volta che parte in contropiede è praticamente impossibile da fermare senza commettere fallo. Yessoufou concentra grande parte delle sue soluzioni offensive in situazioni di spot-up, dimostrando ottime capacità nel farsi trovare pronto sul perimetro. Riesce a massimizzare queste azioni quando punisce il close-out dei difensori, attaccando il ferro con decisione. Proprio il decision making rappresenta un’area di sviluppo: in alcuni possessi forza conclusioni fuori ritmo o tiri a bassa efficienza, anticipando la giocata invece di leggere la difesa. A livello NCAA queste scelte possono rientrare in un percorso di crescita e responsabilizzazione offensiva, ma in prospettiva di alto livello dovranno essere limate.

Fisicamente più pronto della maggior parte degli esterni avversari. Baylor sfrutta quintetti small ball per generare situazioni favorevoli: in set di floppy screen Yessoufou blocca per liberare un tiratore e poi si apre in low post. Da lì gioca spalle a canestro e come conclusione cerca il fadeaway, soluzione che esegue sia verso il fondo sia verso il centro. Elevazione rapida, buon rilascio che parte dall’alto, tiro difficile da contestare, è veramente difficile non pensare al gioco di Anthony Edwards quando lo si vede in azione. Possiede un buon utilizzo del piede perno nelle penetrazioni e nelle situazioni spalle a canestro. Usa le finte per spostare il difensore e crearsi un angolo di tiro più pulito. Il coordinamento tra parte superiore e inferiore del corpo è già a buon livello per la sua età.

Partite giocate Minuti Punti FG% 3FG% FT% REB AST STL
Toundè Yessofou 24 31.7 18.5 48.7% 32.8% 78.3% 5.8 1.7 2.0
Anthony Edwards 32 33 19.1 40.2% 29.4% 77.2% 5.2 2.8 1.3

Lo sviluppo del tiro da tre rappresenterà la vera swing skill del suo profilo. Al momento non è ancora una minaccia costante dall’arco e le difese tendono a concedergli spazio per limitargli le linee di penetrazione. Se riuscirà a stabilizzare meccanica e percentuali, il suo upside offensivo crescerà sensibilmente, soprattutto in prospettiva di transizione al livello NBA. È interessante, osservare le statistiche di Anthony Edwards da freshman a Georgia: tirava con il 29,4% da tre, mentre Yessoufou sta viaggiando al 32.8%, quindi già su percentuali migliori. Oggi Edwards tira con il 40%, a dimostrazione di come questa sia una voce statistica che può migliorare in modo significativo nel corso degli anni.

Una difesa élite

Yessoufou ha tutte le caratteristiche per imporsi come un difensore d’élite: fisicità, mobilità laterale e versatilità gli permettono di incidere su più ruoli e di essere un fattore costante nella metà campo difensiva. Deve però ancora lavorare sulla continuità, perché in alcune situazioni tende a perdere concentrazione e incisività, anche a causa di una comunicazione non sempre impeccabile e di sporadici cali di intensità.

In questa stagione sta offrendo un contributo significativo a Baylor, rendendo la squadra estremamente flessibile nelle coperture e capace di cambiare sistematicamente sui blocchi senza abbassare il livello di aggressività. Resta ora da capire come il suo impatto difensivo si tradurrà al piano superiore: in NBA, dove i cambi sistematici non sono sempre sostenibili e le letture richieste sono ancora più rapide e sofisticate, sarà chiamato a dimostrare ulteriore maturità tattica e solidità mentale. In particolare, è molto interessante osservare il suo rendimento difensivo quando è chiamato a marcare l’handler nel Pick and Roll.

Yessoufou si distingue per un approccio aggressivo sulla palla, mostrando grande rapidità di piedi e ottimi tempi di intervento sia nella fase di contenimento iniziale sia successivamente sul cambio difensivo. Non a caso coach Scott Drew l’ha mandato sulle piste di Darryn Peterson e di Mikel Brown. Questa pressione costante gli ha già permesso di generare numerose palle rubate in situazioni di questo tipo, leggendo con lucidità le linee di passaggio e anticipando le scelte dell’attaccante. Un aspetto rilevante in ottica di crescita, in vista della transizione verso un livello competitivo superiore, dove la capacità di difendere il Pick and Roll e creare extra possessi può diventare un fattore determinante.

Successivamente la vittoria del titolo del 2021, Scott Drew non è riuscito a ritrovare lo stesso mix tra talento Nba e chimica di squadra, sviluppando grandi talenti in ottica Draft – Yessoufou potrebbe essere la sua quinta prima scelta consecutiva – meno in Big 12 dove le neo arrivate Houston e Arizona l’hanno scavalcata. E anche quest’anno non sta bastando un giocatore fatto e finito per l’Nba per tornare a essere una contender non solo al torneo, ma neanche nella conference.

(articolo di Giuseppe Invernizzi)

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