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Emoni Bates ha ancora tempo

Bates
Autore: Stefano Fontana
Data: 17 Nov, 2022

Emoni Bates elude il difensore con una finta, taglia in backdoor, schiaccia e lo irride con un balletto. Ha appena segnato il ventunesimo dei suoi 30 punti contro Michigan. Una scena che sarebbe stata facilissima da immaginare qualche anno fa, quando il suo nome era sulla bocca di tutti, solo e soltanto per ragioni positive. Oggi, invece, assistere a quel tipo di prestazione è tutto fuorché scontato. E di certo è anche molto suggestivo: quel canestro e quel trentello rappresentano – forse – l’inizio di un percorso di rinascita.

Predestinato, dicevano

Riavvolgiamo il nastro: ad ottobre 2019 Bates ha 15 anni ed è un sophomore alla Lincoln High School di Ypsilanti, Michigan, la sua città natale. Un sophomore che – è impossibile non notarlo – sembra nato per giocare a basket, come titola Sports Illustrated in una copertina già diventata a suo modo iconica. Seppur ancora adolescente, quell’ala che abbina talento ed esplosività sembra destinata a cambiare la storia di questo sport.

A fiondarsi per prima, e con maggiore convinzione, su quello che ESPN definisceil miglior prospetto dall’high school in oltre un decennio” è la Michigan State di Tom Izzo, che infatti se lo assicura per la classe del 2022 con due anni buoni di anticipo. Il sogno degli Spartans, però, dura appena dieci mesi: ad aprile 2021 Bates scuote il mondo del college basket annunciando il decommitment da MSU. Una scelta che sembra strizzare l’occhio al mondo del professionismo ed in particolare ai nuovissimi G-League Ignite.

Bates, invece, sorprende di nuovo, ed in maniera duplice. Si riclassifica per il 2021, per poi rifiutare la prospettiva di uno stipendio da professionista ed accettare la corte di Penny Hardaway, a Memphis. Pur un anno sotto età, ESPN lo classifica ancora come il terzo prospetto della nazione.
Al college, Emoni sembra iniziare col piede giusto: tre volte oltre i 15 punti nelle prime tre uscite. Si vedono – seppur ancora a sprazzi – tutte le sue caratteristiche principali: l’esplosività in campo aperto, il controllo del corpo nel traffico, l’arsenale quasi infinito di soluzioni offensive. La personalità è ovviamente straripante, e la convinzione nei suoi mezzi gli permette di forzare e segnare con ottime percentuali anche in situazioni sgradevoli per quasi ogni altro giocatore. Il tutto senza far mai mancare una parola o un gesto dedicati all’avversario di turno.

Poi però, qualcosa si rompe. Bates sembra non riuscire ad inserirsi nei meccanismi di squadra, rimanendo sempre un po’ un oggetto estraneo. Perde fiducia e lucidità. Le sue prestazioni calano gradualmente, e in maniera inversamente proporzionale cresce il chiacchiericcio attorno alle sue scelte e al suo rapporto con Hardaway. Emoni finisce addirittura fuori dal quintetto titolare. Nel frattempo, i Tigers sono nel caos, l’atmosfera attorno a loro è pessima e il record (11-8) stagna.

Un tentativo di svolta e un incidente lungo la via

La situazione precipita a fine gennaio: Emoni Bates torna a casa, in Michigan, ufficialmente per vedere degli specialisti riguardo un problema alla schiena che lo tormenta da settimane: all’esterno, però, viene interpretato come il segnale di una rottura. Nel frattempo, senza di lui la stagione di Memphis, ironicamente, svolta: arrivano 11 vittorie nelle ultime 13 partite della stagione. Bates riuscirà, a sorpresa, a tornare a disposizione per il Torneo, mettendo tuttavia insieme solo 15 minuti (ed 8 punti) in due partite prima dell’eliminazione per mano di Gonzaga. Nel giro di appena un anno, l’immenso hype che lo circondava si è sgonfiato.

Arriva dunque il trasferimento ad Eastern Michigan: a prima vista, un romantico ritorno a casa. Peccato che gli Eagles manchino al Torneo NCAA dal 1998 e vengano da una stagione in cui hanno chiuso penultimi nella MAC. Pur dopo l’arrivo di Bates, KenPom li inserisce alla posizione 308 sulle 363 squadre di Division I.

A mettere la sua carriera davvero a rischio, però, è la sera del 18 settembre 2022: Bates viene fermato dalla polizia in auto per non aver rispettato uno stop. Secondo gli ufficiali, dal veicolo proviene odore di erba, ma a costargli l’arresto è la pistola che porta con sé, nascosta in macchina e con il numero di serie alterato: per lo stato del Michigan sono entrambi considerati reati, e ovviamente la notizia fa il giro del mondo. Le accuse verranno ritirate in seguito al patteggiamento, ma l’ex Memphis sembra aver gettato definitivamente alle ortiche il suo futuro.

La rinascita?

Torniamo, dunque, a quella partita contro Michigan. Bates è regolarmente in campo: cadute le accuse, secondo il regolamento di ateneo, è stato reintegrato immediatamente. Danza tra gli uomini di Juwan Howard, tira e segna da qualsiasi posizione e sembra poter muovere a suo piacimento i difensori usando finte ed esitazioni per aprirsi lo spazio e colpire con tutto l’armamentario a disposizione: stepback, penetrazioni acrobatiche, jumper fulminei dalla media. Alla fine, i Wolverines la spuntano per 88-83, ma quattro giorni dopo Bates si ripete, almeno in parte: 20 punti e 6 rimbalzi nella pesante sconfitta contro Bradley. Un accenno di continuità che, seppur ad un livello molto più basso di quello al quale tutti lo aspettavano, potrebbe segnare la stagione del suo riscatto.

A questo punto, non possono non tornare alla mente le parole con cui il classe 2004 ha provato a scusarsi dopo il guaio giudiziario: “Mi ritengo responsabile per aver preso una decisione sbagliata, e spero che possiate perdonarmi mentre cresco, perché questo non sarà il mio ultimo errore. Tuttavia, uno stigma duraturo me ne ricorderà la gravità”.

Perché quando parliamo di Emoni Bates, parliamo di questo: un diciottenne con una tempestosa storia personale e professionale, fatta di alti e bassi, incomprensioni, scelte sbagliate e gestioni scriteriate. Portato in trionfo come fenomeno generazionale quando era poco più che un bambino; successivamente abbandonato e quasi dimenticato nei momenti di difficoltà. Alla fin fine, però, Bates rimane comunque quel ragazzo che sembrava semplicemente nato per giocare a basket. E che, ad ora, ha ancora davanti tanto tempo per dimostrare di saperlo fare.

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