Arizona ne perde due fila – e probabilmente anche la numero 1 del ranking – mentre Wisconsin batte due squadre da top ten e si conferma squadra capace di tutto. Mikel Brown si ricorda di essere uno dei freshman più attesi della stagione, mentre in ACC continua il momento tragico di NC State. Finisce in rissa Providence – St John’s, finisce male la carriera di Richie Saunders.
Ecco le pagelle della week 14

Wisconsin – Ci sono mine vaganti pericolose nella Big Ten e Wisconsin è decisamente una di queste, anche perchè Nick Boyd ha intenzione di chiudere con i fuochi d’artificio la sua carriera universitaria. Illinois resta davanti praticamente per tutta la partita ma i Badgers l’acciuffano all’ultimo per sbancare il loro campo al supplementare. Senza storia invece la partita in casa contro Michigan State dominata 92-71 per chiudere una settimana con due vittorie contro squadre da top ten del ranking.
Mikel Brown (Louisville) – Sicuramente il ragazzo ascolta il podcast di BN e, sentendosi un po’ messo in discussione, ha deciso di dimostrare perché è un talento da NBA. Se un osservatore avesse guardato solo le sue ultime due gare sarebbe pronto a prenderlo nelle prime 5 chiamate. 45 punti (record per Louisville) contro NC State e 29 contro Baylor, 14/19 da tre punti, difesa da top player e movenze feline. Ed è alto quasi 2 metri. Scusaci Mikel
Robert Wright III (BYU) – Non è affatto un gran periodo per BYU che quanto meno dopo 4 sconfitte torna alla vittoria battendo, anche se a fatica, sia Baylor che Colorado grazie ai 69 punti in due partite del suo playmaker. Che contro i Buffaloes è semplicemente inarrestabile, con il career high di 39 con 12/16 dal campo e il 100% da 3. Ma la rottura del crociato di Richie Saunders significa non solo fine della sua carriera collegiale, ma probabilmente anche fine dei sogni per i Cougars.
Florida – Non c’è nessuno nell’Ncaa che va a rimbalzo come i Gators e d’altronde nessuno ha una batteria di lunghi come quella a disposizione di Todd Golden. Dopo un inizio difficile, i campioni in carica sono tornati molto pericolosi e si sono presi la testa della Sec dopo aver battuto in settimana Georgia e Kentucky, con 6 giocatori fissi in doppia cifra. In crescita soprattutto Urban Klavzar, 19 i punti dello sloveno contro i Wildcats e con lui in forma anche il reparto piccoli è di tutto rispetto.
TCU – La squadra di Jaime Dixon insegna come elevarsi dalla bubble. Prima una rimonta insperata e furiosa negli ultimi 100 secondi della partita contro Iowa State, ribaltando uno svantaggio di -6 che diventa +6 finale per uno di quegli upset che svoltano la stagione. Poi ha avuto la meglio in un testa a testa ad alto punteggio in una sorta di spareggio contro Oklahoma State, ormai addio al torneo per i Cowboys, trascinati da David Punch. C’è ancora del lavoro da fare
Villanova – Sono bastati pochi mesi a Kevin Willard per ridare fiducia ad uno dei programmi più forti e storici della Big East. Venti vittorie raggiunte, quota che la gestione Kyle Neptune non ha mai avvicinato, e un piede e mezzo alla March Madness che manca da quando c’era Jay Wright. Stavolta è stata la settimana di Tyler Perkins, ottimo sia contro Marquette che contro Creighton. Transfer portal permettendo, lui e Lewis sono il futuro dei Wildcats.
Tounde Yessofou (Baylor) – Difficilmente potremo vedere questo talento scintillante alla March Madness perché la Baylor 25-26 è una squadra troppo fragile per vincere le partite pesanti, ma difficilmente Yessofou uscirà dalla Top Ten di questo Draft. Contro BYU ha messo su un clinic offensivo: 36 punti, 12/19 dal campo, una fluidità e una sicurezza al tiro da tre da pro e un decision making da scorer di razza. Contro la press di Louisville non ha mantenuto l’efficienza al tiro (5/16) ma la sua difesa lo rende un giocatore da non togliere mai dal campo.
Milan Momcilovic (Iowa State) – Si fida eccome del suo tiro da 3 e ci mancherebbe, anche perchè nessuno in Division I tira con il suo strepitoso 51.6%. Ma quando non entra, sono dolori per Iowa State che infatti si è fermata a soli 55 punti nella brutta sconfitta contro TCU. Meglio, molto meglio con Kansas e con 14 dei suoi 18 punti nel secondo tempo strapazza i Jayhawks, arrivati anche scarichi ad Ames dopo la bella vittoria contro Arizona.
North Carolina – Brutta, bruttissima storia l’infortunio a Caleb Wilson che si frattura una mano nella brutta sconfitta contro Miami. “it’s not over”, ha scritto il freshman sui social ma difficile capire ora se sarà davvero così. Dopo la vittoria contro Pitt, il calendario di conference non è troppo impegnativo ma le prospettive di far strada al torneo dipendono tantissimo dal ritorno o meno del giocatore migliore di Hubert Davis.
Arizona – Dopo 23 vittorie, arriva una settimana con due sconfitte perchè la Big 12 è una conference senza respiro e gli infortuni hanno ridotto la rotazione già non profondissima di Tommy Lloyd. Anche senza Darryn Peterson, perde contro una Kansas trascinata dall’Allen Fieldhouse, più dolorosa la prima sconfitta in casa al supplementare contro una Texas Tech che non muore mai. L’infortunio di Koa Peat non dovrebbe essere niente di grave ma è ovvio che dalle sue condizioni passano parecchie delle fortune dei Wildcats.
Clemson – La sconfitta al Cameron Indoor è nell’ottica delle cose, ma ad eliminare di fatto i Tigers dalla lotta alla testa dell’ACC è la caduta avuta in settimana in casa contro una Virginia Tech altalenante e senza un Neokilis Avdalas da urlo. Ad esserci inceppato è l’attacco: il 27% da tre ha rallentato non poco una squadra che non ha un vero go-to-guy ma distribuisce le responsabilità all’intero quintetto.
George Mason – Tony Skinn sta facendo un lavoro incredibile ma l’Atlantic 10 di quest’anno non ammette passaggi a vuoto come quello avuto dai Patriots questa settimana. Due sconfitte contro Richmond e contro George Washington, non proprio le prime della classe, e addio inseguimento a VCU e Saint Louis. Soprattutto l’ultima sconfitta nel derby contro una George Washington senza il suo miglior giocatore è stata pesante: -19, mai in partita. Sciolti nel secondo tempo e sciolte anche le ambizioni.
NC State – Will, non così però. Sopra di 6 a 69 secondi dalla fine, in casa, contro una Miami in ascesa, i Wolfpack si sciolgono come spesso hanno fatto in stagione. Malik Reneau ha fatto quello che ha voluto del frontcourt di North Carolina State con Darrion Williams a commettere l’errore capitale di un fallo a tre secondi dalla fine su un tiro da tre punti. Una partita comandata agilmente che doveva togliere le scorie della batosta presa contro Louisville qualche giorno prima e che invece ha alimentato i rimpianti.
Memphis – Utah State sulla carta è più forte, ma ha rifilato 24 punti di scarto alla truppa guidata da coach Penny Hardaway. E nella gara precedente contro North Texas non era andata meglio, e in quel caso ci si aspettava una vittoria. Il risultato è che, se andrà bene, la squadra finirà al quarto posto nella già non cosi competitiva American Athletic Conference. Per il terzo anno di fila i Tigers rischiano di chiudere la stagione ben sotto le aspettative. E la panchina scotta sempre di più.
Duncan Powell (Providence) – Il gioco duro piace a tutti, ma quello messo in scena dall’ala di Providence nella gara contro St John’s va ben oltre. I Friars erano partiti tenendo testa ai Johnnies ma quando hanno visto scappar via la squadra di coach Rick Pitino han perso la testa. E il fallo terminale di Powell (condito da aizzamento del pubblico) ha scatenato una rissa che non si vedeva da tempo nel college. Risultato? Nervi tesi e altri Flagrant 2 fischiati. Wrestling con la palla a spicchi.
Ole Miss – E’ forse la prima volta in tanti anni che coach Chris Beard non fa sentire il suo “effetto” sulla squadra da lui allenata. I risultati di Mississippi sono sempre peggiori, e la squadra dopo le 7 sconfitte consecutive dovrebbe chiudere agli ultimi posti della SEC (davanti solo a LSU e South Carolina, e non è un vanto). La difesa non è così arcigna, il canestro lo vedono col binocolo (non segnano davvero mai) e non hanno neanche l’alibi di troppe assenze. Annata da dimenticare.
