Dopo aver visto il gruppo di big o presunte tali che ha aperto la nostra Top25, vediamo 5 squadre che possono dire la loro grazie a ritorni importanti e formule innovative. Come quella di Lsu, decisamente la più chiacchierata e incerta delle squadre che abbiamo messo alla #20, visto che Saliou Niang dovrebbe avere presto il via libera per giocare, così come gli altri international di Will Wade. Proprio i giocatori europei sono la importante di Virginia, che chiude questo quintetto molto pericoloso con università che possono tranquillamente entrare in top ten nel corso della stagione.
La più aggressiva squadra guidata dal più aggressivo dei coach, con un roster ancora da definire ma sulla carta decisamente forte. Tornato a Baton Rouge quattro anni dopo esser stato licenziato in tronco da Lsu, Will Wade ha costruito da zero (e con un pacco di soldi) una squadra che lui stesso ha definito ‘unconventional’ con 4 transfer ‘normali’ e 8 giocatori presi tra ragazzi scelti al draft, international vari e persino un ex pro come RJ Luis, che difficilmente infatti potrà giocare. Anche Marcio Santos, stufo di aspettare i tempi dell’Ncaa Eligibility Center, ha mollato tutto ed è tornato in Europa al Baskonia, mentre Saliou Niang, Brice Dessert e Michael Ruzic hanno ottime possibilità di poter giocare, formando comunque un front court di tutto rispetto. Ecco quindi che Lsu ha tutto per giocarsela con le big, perché Skyy Clark e Donovan Dent sono due guardie esperte e con punti nelle mani, che vogliono giocarsi per bene le loro chance di professionismo nell’ultimo anno al college. Se poi la formula ‘unconventional’ non funzionerà, poco male: si parte dall’ultimo posto della Sec dell’anno scorso chiuso con un deprimente 3-15 e quindi peggio non si potrà sicuramente fare.
Ecco un altro coach che sta vivendo pericolosamente la sua carriera, con un secondo anno che dirà molto sia sulle sue reali capacità e sul suo futuro. Il contratto di Mark Pope è stato prolungato fino al 2030 ma è chiaro che a Lexington si aspettano risultati migliori dopo essere arrivato solo al secondo turno della March Madness con il budget più alto di tutti. Soldi a UK ce ne sono sempre tanti ma non sono bastati per arrivare a prendere tutti i giocatori finiti nel mirino dei Wildcats con l’ultima brutta sorpresa di Mark Mitchell, alla fine rimasto a Missouri. Il colpo però è arrivato, andando a prendere quello che era probabilmente il giocatore più forte presente nel portal: Milan Momcilovic è stato il miglior tiratore da 3 dell’Ncaa con il 48.7% nella passata stagione e ovviamente Pope si augura con lui di non avere problemi in attacco, anche perché sempre dal portal sono arrivati da Washington Zoom Diallo e da Furman Alex Wilkins che non solo sono due ottimi floor general ma sanno anche produrre punti. Nel reparto lunghi c’è tanta curiosità per Ousmane N’Diaye, visto anche a Cremona, e il punto fermo è Malachi Moreno, tra i pochi rimasti della scorsa stagione e atteso nel suo anno da sophomore al passaggio da promessa a certezza.
Tutt’altro che semplice riempire il buco lasciato dalla partenza dei quattro migliori scorer della passata stagione, ma coach Kelvin Sampson ha anche quest’anno una squadra in grado di arrivare (per l’ottava volta consecutiva) alle Sweet 16. Perché a Houston non è mai questione di nomi ma di sistema e, anche se non ci sono freshman elettrizzanti come Kingston Flemings con la maglia Cougars quest’anno, molto ma molto meglio non sottovalutare mai una squadra di Sampson. Che, certo, avrà bisogno di avere leadership da Dedan Thomas, transfer da Lsu dove ha giocato solo mezza stagione prima di rompersi il piede, e tanti punti da Corey Hadnot che a Fort Wayne ne segnava più di 20 a partita ma in tutt’altro contesto. A guidare la difesa c’è ancora Jo Jo Tugler, con tutta la sua cattiveria agonistica che è poi il marchio di fabbrica di Houston, e altri due ritorni come Mercy Miller e Chase McCarty aiuteranno i nuovi a capire come si gioca in Texas. Tra i lunghi, l’arrivo più importante è quello di Delrecco Gillespie, che oltre all’originale nome, ha anche una chiara predisposizione per chiudere le gare in doppia doppia, unico a farlo in tutta la Ncaa per ben 22 volte in 34 gare con la maglia di Kent State. Ci sarà poco spazio per i freshman, quindi si torna alla versione classica dei Cougars, solida ed esperta e quindi anche quest’anno non sarà facile batterli.
Perso Milan Momcilovic per circa 6 milioni di motivi pagati da Kentucky, coach Tj Oztelberger ha però stappato una bottiglia di quelle buone quando Tamin Limpsey ha ottenuto il via libera per tornare a giocare ad Ames. Con il loro leader indiscusso, i Cyclones sono un’altra squadra e hanno altre ambizioni, tipo arrivare anche quest’anno al secondo weekend della March Madness. Ci vorrà un Killian Touré ristabilito al 100% per farlo, perché il francese è stato una delle sorprese della Big12 nella sua stagione da freshman ma starà fuori almeno fino a febbraio dopo esser stato operato alla spalla destra in estate. In sua assenza conterà il sistema di un coach che ha fatto finora benissimo ad Ames, con un impianto difensivo solidissimo e aggressività sui due lati del campo. Non a caso Oztelberger ha preso da Bradley Jaquan Johnson, soprannominato “Bully” nonostante i pochi centimetri, mentre il transfer da Robert Morris Ryan Prather Jr e il sophomore Jamarion Batemon devono garantire tiro da fuori e punti. Tre Singleton, Blake Buchanan e Dominykas Pleta compongono un frontcourt solido e affidabile e quindi ci sono tutte le possibilità per fare un’altra grande stagione. L’anno scorso i Cyclones partirono 16-0 e persero la finale della Big 12 contro Arizona solo all’ultimo tiro, quest’anno probabilmente inizieranno peggio ma puntano decisi a chiudere vincendo.
Dopo una grande stagione, Thijs De Ridder è tornato e coach Ryan Odom può essere ben più che ottimista per la sua seconda stagione con i Cavaliers. L’esordio sulla nuova panchina è stato ottimo con un record di 30-6 e l’inatteso secondo posto nellìAcc e con 4 dei dei 6 migliori realizzatori ancora al loro posto, quest’anno può fare ancora meglio. De Ridder è stato il migliore per punti e rimbalzi della squadra e sarà ancora il leader di una squadra che sarà ancora più europea. Oltre al belga e al centro tedesco Johann Grunloh, il frontcourt sarà completato da Nolan Adekunle, arrivato dalla Bundesliga per fare a 24 anni il suo debutto in Ncaa. Il tedesco è un’ala di due metri molto utile in difesa e a rimbalzo ma anche con una discreta mano. Chance Mallory, dopo un buon anno da freshman, avrà le chiavi della squadra mentre il senior Sam Lewis sarà ancora la guardia titolare con il suo 42% da 3 in carriera. Non possono mancare i transfer e Odom ha preso ragazzi esperti come Christian Harmon da Arkansas State e Kalu Anya da Saint Louis che conoscono il college basket e possono essere subito utili, così come Jan Vide, talento sloveno mai davvero sbocciato in America arrivato alla sua ultima occasione per far vedere quanto vale. Ma molto passa da De Ridder e Odom punta forte su di lui per un’altra stagione vincente.
