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La guida agli italiani in NCAA 26-27

Italiani in NCAA 26-27
Autore: Paolo Mutarelli
Data: 8 Set, 2026

Pensare che tra un paio di mesi il college basketball alzerà la prima palla a due a Roma in una partita attesissima è qualcosa di inaspettato. Eppure c’è tanta Italia in questo college basket: c’è nelle Power Conference, c’è nelle Blue Bloods, c’è anche una presenza nel caso dell’estate ancora irrisolto sui giocatori professionisti. Insomma, ci aspetta una stagione molto interessante per i 34 italiani in Division I. Ecco una guida per scoprire gli italiani in NCAA 26-27.

Le stelle

Partiamo da Duke, sempre nella parte alta della Top 5. Dame Sarr è reduce da una buona stagione d’esordio con i Blue Devils dove si è imposto come uno dei migliori difensori sul punto d’attacco dell’intera D-I ma ha avuto anche diverse difficoltà offensive, soprattutto al tiro, che l’hanno messo fuori quintetto anche per un paio di settimane a gennaio. Quest’anno l’ex Barcellona sarà chiamato ad una maggiore continuità, specialmente nella rotazione affollata che Jon Scheyer ha al momento per le mani. Come scritto nella presentazione dell’ACC, Duke ha potenzialmente 11 giocatori da far ruotare e il compito di Scheyer sarà andare a caccia delle migliori combinazioni possibili, visto che – a meno di un esplosione clamorosa di Joaquim Boumtje Boumtje – non ci sono freshmen fenomenali a cui aggrapparsi. Se il tiro dovesse entrare, Dame Sarr è un giocatore fatto e finito per l’NBA di questi tempi.

Chi, invece, sa di essere il centro – in tutti i sensi – della propria squadra è Luigi Suigo. Villanova passerà da lui, sfruttando tutta la tridimensionalità del giocatore cresciuto nell’Olimpia Milano. Ce l’aveva raccontata lo stesso Suigo in estate, Kevin Willard lo utilizzerà probabilmente fronte a canestro sfruttando le sue doti da passatore, da tiratore e da lob catcher attorno al quale far girare una squadra atletica e con diverse opzioni nelle mani. Una squadra che parte dietro solo alle irresistibili UConn e St John’s in conference avendo però qualche velleità di upset.

La situazione Niang è più complicata. LSU è diventata il nemico No.1 e capro espiatorio di un’NCAA inerme e incapace di regolamentare il caos che il NIL ha generato. La strategia di Will Wade è stata chiara, assemblare un All Star team di giovani europei pagandoli a peso d’oro, ma tutto sembra risolversi finché non si tocca il football. Il suo omologo Lane Kiffin ha cercato di reclutare giocatori NFL scatenando le ire della SEC che ha minacciato di espellerla dalla conference se i recruits professionisti avessero giocato nell’esordio contro Clemson. Insomma, ad LSU il caso è diventato più politico di quello che si immaginasse ed è difficile capirne i contorni ed entrare nel merito. Fatto sta che Niang è ancora committed per i Tigers e sarà la principale forza difensiva di una squadra ancora incompleta ma con alcune punte di talento interessante.

In Power Conference

Per rimanere in tema, Elisee Assui non ha avuto problemi ad ottenere l’eleggibilità a Florida State nonostante la stagione giocata a Varese  lo scorso anno. L’ala campione europeo U20 dovrà sgomitare per ottenere un posto in rotazione in una squadra dai concetti NBA e che fa molto affidamento a taglia e forza fisica, due cose che l’ex Varesino è in grado di portare in campo. Stessa sfida per Diego Garavaglia e Leonardo Marangon, rispettivamente a Rutgers e Providence. Per entrambi il fit è perfetto: da una parte una squadra molto difensiva come Rutgers che ha sempre esaltato ali come Garavaglia che potrà oliare i meccanismi offensivi con il suo QI, mentre Marangon è un’ala dalla intensità difensiva proprio come richiede coach Bryan Hogdson che ha costruito una Providence estremamente ambiziosa e di talento.

Cruciale invece sarà la stagione da senior di Emmanuel Innocenti ad Arizona State. Il passaggio in Big 12 è probabilmente legato ad una maggiore visibilità in ottica NBA e l’italiano dovrà dimostrare i suoi progressi al tiro in un contesto di gioco molto basato sul penetra e scarica. In difesa poi sarà chiamato a marcare Tyran Stokes, Ivan Kharcenkov, Caleb Holt, Bruce Branch, tutti giocatori da lottery pick nella prossima stagione. Interessante capire invece lo spazio che riceverà Andrew Osasuyi a Georgia. Non ha grandissimi rivali sotto canestro, tolti due freshmen e il transfer da Ole Miss James Scott, e il suo debordante talento atletico sarà messo alla dura prova in una conference con centri atletici – vedi Florida, Alabama, Tennessee – o con giocatori molto tecnici – Texas e Kentucky. Il sistema difensivo dei Bulldogs esalta le qualità di un rim protector come lui, chiamato ad inserirsi fin da subito ed essere molto continuo, eliminando la tendenza a fare fallo che si porta dietro da molto tempo.

Gli infortunati

Quest’estate coach Richard Pitino ha investito tantissimo grazie agli sforzi del management di Xavier, eppure in estate il coach dei Musketeers ha dichiarato Gabriel Pozzato è uno dei migliori giocatori del roster. Dopo un infortunio al menisco con conseguente operazione e un recupero non proprio facile, l’ex Evansville è pronto per il salto di qualità: il tasso atletico è rimasto lì, intatto, ma nel frattempo Pozzato ha lavorato molto sul tiro rendendosi un’arma offensivamente completa. Nel reparto ali sono tanti a Xavier: da un ottimo Chance Westry al quinto anno Filip Borovicanin, pretoriano di Pitino, ma sembra che nell’Ohio siano consapevoli che il giocatore con il più alto upside è l’italiano.

Non sarà più una Baylor da alti vertici della Big 12, ma comunque la sua dose interessante di talento, coach Scott Drew, se la porta sempre a casa. Prima dell’infortunio al legamento crociato, Maikcol Perez gravitava nel quintetto titolare, ora Baylor ha reclutato una serie di guardie – su tutti i fratelli Dylan e Kayden Mingo – che per skillset si sovrappongono al talento romano che richiede tanta palla in mano per poter essere efficace. Sarà una sfida per lui, ampliare il suo range di tiro e il suo gioco.

L’anno decisivo

A Bradley ora è il leader. Dopo un estate passata in Italia ad allenarsi, Timoty Van Der Knaap approccia alla sua stagione da senior come uno dei veterani per coach Brian Wardle. La sua energia sotto canestro, i rimbalzi e la difesa lo scorso anno gli hanno garantito un posto via via sempre più grande nelle rotazioni e tra qualche mese sarà uno dei perni di una sempre ambiziosa Bradley. Nella Pac 12 2.0, siamo in attesa di ufficialità: sia David Torresani che Luca Vincini sono in attesa dell’okay da parte dell’NCAA per iniziare la propria avventura con San Diego State. Torresani è una guardia che si inserisce bene nel sistema difensivo degli Aztecs con un buona versatilità in attacco, sapendo giocare sia on che off the ball, mentre Vincini aggiungerà profondità al reparto lunghi.

Renè D’Amelio invece continuerà a costruire il suo gioco a Cal Baptist. Dopo un’apparizione alla March Madness e una stagione in uscita dalla panchina, l’ala da Borgomanero tenterà ancora di più di diventare un esterno seguendo la traiettoria fatta da un giocatore come Emmanuel Innocenti. Anche in questo caso, molto passa dal tiro da tre punti e dai miglioramenti in palleggio con il quale D’Amelio può attaccare il ferro e dominare con il suo atletismo. Da capire invece che spazio avrà Achille Lonati nella nuova Saint Bonaventure di coach Mike McDonald: in estate l’italiano ha avuto un infortunio subito dopo gli europei U20 e dovrebbe essere tornato da poco in pista. I Bonnies sono rinnovati e Lonati si giocherà il suo spazio in base alle percentuali da tre punti che avrà. Davide Poser a New Hampshire e Daniel James a Central Connecticut State continueranno ad essere dei membri decisivi delle proprie rotazioni.

Ripartire

Diversi giocatori hanno affidato al transfer portal la sorte del loro futuro collegiale. Chi per ripartire come Leonardo Van Elswyk, reduce da un anno da redshirt a Colorado, chi per concludere al meglio come Niccolò Moretti. Il primo giocherà a Stony Brook in CAA dove affronterà anche Nicolò Virginio di Charleston, dove potrà sfruttare tutta la sua mobilità e lunghezza in un contesto con pochi centri veri. Moretti invece sarà la guardia titolare della prima Lamar di coach Jordan Fee,  ex assistente di Florida Atlantic che ha puntato sull’italiano per giocarsi le sue chance in Southland. Ultima stagione per Moretti prima del ritorno in Italia.

Provano a ripartire da Sam Houston State e da Charleston Southern, Riccardo Greppi e Nicholas Errica. Il primo viene da due anni nello scout team di Wisconsin ed è pronto finalmente a mostrare i suoi miglioramenti sotto canestro dopo aver lavorato a stretto contatto in uno dei migliori programmi della D-I. Sarà presente nella rotazione a tre lunghi di SHSU. Errica, invece, ci aveva raccontato in estate dell’esperienza particolare avuta a Western Michigan ed è pronto a mettere in campo la sua elettricità dal palleggio in una Big South dominata dalla ricchissima High Point.

Salto di qualità invece per Mattia De Martin, passato dallo splendido Community College di Indian Hills ad una Wyoming che vorrebbe fare voce grossa nella nuova Mountain West. Dopo aver convissuto con un problema fisico nella scorsa stagione, De Martin spera di trovare spazio grazie alla sua mano da tre. Vita in California per Alessandro Perotti che si sposta da Wofford a USC Upstate con l’idea di continuare il suo percorso giocando più minuti rispetto l’ultimo anno. Da seguire con attenzione, invece, l’evoluzione di Matteo Brunetto – lungo con movenze da guardie – a Vermont, uno dei migliori college low major della nazione. Dopo due anni in Ivy League a studiare tanto e a fare il cambio del lungo, Michelangelo Oberti continua nel suo tour nella zona di Massachusetts e Pennsylvania trasferendosi a Boston University dove potrà ampliare il suo minutaggio.

Gli esordi 

É una Niagara tricolore e tutta da seguire quella della prossima stagione. Samuele Miccoli in regia e due lunghi sotto dimensionati, come l’ex Reggio Emilia Daniel Emokhare, molto atletico ed esplosivo, e Brian Angeletti, ex Bassano e più scolarizzato. Ci si aspetta tanto spazio per Miccoli in cabina di regia, dopo una buonissima stagione in A2 a Ruvo di Puglia. Tra i freshmen da segnalare, i più interessanti sono sicuramente il piccolo play visto agli Europei Under 18 Randy Livingston in Pac 12 a Texas State e Pietro Iannuzzi, ala ex Trieste che giocherà in una mid major come Cal State Bakersfield. Così come l’italo-tedesco Alessio Calamita, lungo ex Aquila Trento e Bayern Monaco, che farà a sportellate con Indiana State. Chi sembra ricavarsi dello spazio nelle rotazioni di New Mexico è anche Frederico Grani, mentre da capire come partire l’esperienza in NCAA di Pietro Ranieri (Southern Illinois), Lucio Martini (Old Dominion) e Francesco Corato (Portland State)

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