Da una parte una squadra caratterizzata dal genio e dalla sregolatezza dei Balcani affronterà un team che punta a entrare per sempre nella storia del basketball di college. Dall’altra parte invece, una semifinale che sa di finale anticipata tra le due migliori squadre di tutta la stagione.
Ecco la preview della Ncaa Final Four 2026.
Illinois vs Connecticut
Se non avete mai visto giocare Illinois durante l’anno, “shame on you” perché trattasi di una delle squadre più imprevedibili, divertenti e ricche di talento della nazione. Coach Brad Underwood ha scommesso su un nucleo di giocatori provenienti dai Balcani: ha riunito i gemelli Ivisic (Tomislav e Zvonimir), gli ha affiancato Andrej Stojakovic (che è nato negli Usa ma è figlio del serbo Peja) e ha scommesso (vincendo) su David Mirkovic, un lungo tuttofare che sembra un piccolo Jokic. Una specie di amarcord della vecchia Jugoslavia visto che in squadra ci sono due serbi (c’è anche Mihailo Petrovic), due croati e un montenegrino. A questa truppa slava si aggiunge un talento da NBA (qui vi abbiamo descritto tutti quelli della Final Four) come Keaton Wagler ed ecco che la ricetta per lo spettacolo è servita. Sono la squadra con più centimetri della Division I e, se si convincono di non essere solo attacco (il primo della Ncaa) ma si preoccupano anche di difendere la sorpresa è dietro l’angolo.
Dall’altra parte c’è una squadra miracolata come Connecticut che ha approfittato di una serie di errori di Duke che passeranno alla storia (e di una mano da parte della moglie del coach) per infilare una tripla sulla sirena che l’ha portata alla Final Four. L’eroe della gara è stato Braylon Mullins che ha emendato una serata storta al tiro, ma ora contro gli Illini dovrà mostrare il suo talento da NBA. C’è da dire che sulla carta gli Huskies hanno tutti gli ingredienti per riuscire almeno ad arrivare in finale. Oltre al citato Mullins, ci sono tre guardie intercambiabili come Solo Ball, Silas Demary e Malachi Smith, due ali con tiro da tre come Alex Karaban e Jayden Ross, un super centro come Tarris Reed e un lungo europeo in crescita come Eric Reibe (qui un approfondimento su tutti gli europei alla Final Four). Il punto è che se Connecticut dovesse arrivare in finale, sarebbe la terza in quattro anni per coach Dan Hurley, traguardo davvero difficile da raggiungere per chiunque.
Il matchup – Tomislav Ivisic dovrà tenere a bada Tarris Reed, che finora al Torneo è stato a tratti immarcabile. Sull’altro lato del campo però, dovrà inseguire lontano da canestro tutti i lunghi di Illinois, che se liberi sono tutti in grado di fare molto male da 3. Questa marcatura e gli eventuali problemi di falli potrebbero indirizzare la gara.
Pronostico – Kenpom prevede una vittoria di Illinois per 74-70 e un po’ speriamo che abbia ragione perché vorrebbe dire poter vedere una partita combattuta e il talento degli Illini in finale.
Michigan vs Arizona
Qualsiasi delle due vinca, sarà la favorita poi in finale. Qualsiasi delle due vinca, sarà davvero un peccato per la squadra sconfitta. Non può che iniziare così una preview di questa semifinale, perché raramente ci sono state stagioni in cui due squadre hanno dato una tale impressione di forza e continuità come Michigan e Arizona quest’anno.
I Wildcats a inizio stagione erano alla numero 13 del ranking, cioè forti ma non al top. Preoccupava la grande quantità di giocatori al primo anno, che invece sono stati una sorpresa e la forza della squadra. La coppia d’oro di talenti da NBA formata dal killer silenzioso Koa Peat e dal talento cristallino di Brayden Burries ha disputato una stagione da sogno. Attenzione però a Jaden Bradley, che è stato l’MVP della Big 12 ed è capace di segnare in ogni modo e soprattutto quando la palla scotta. Sotto canestro la star è Motiejus Krivas, centrone lituano di 2.18 che tra attacco e difesa è un incubo per gli avversari. E poi c’è mister coltellino svizzero, il tedesco Ivan Kharchenkov, con fisico solido da lungo ma attitudini da guardia-ala. Dalla panchina Tobe Awaka porta energia e rimbalzi e Anthony Dell’Orso tiro ed esperienza. C’è tutto, e i tifosi di Arizona sperano anche la serenità, visto che si fa il nome di coach Tommy Lloyd per la panchina di North Carolina.
Il problema è che di fronte troveranno il rebus di Michigan, che sarebbe tale per qualsiasi squadra di basket, anche per molte di quelle da Eurolega. Lo starting five dei Wolverines prevede Aday Mara (221 cm), Morez Johnson (206 cm) e Yaxel Lendeborg (206 cm). Tre lunghi che occupano spazio e chiudono ogni pertugio in difesa, che hanno gambe per stare con i piccoli sugli scivolamenti e che in attacco passano bene la palla (anche tra di loro). Una triade su cui a inizio stagione avevano scommesso in pochi, che invece ha portato Michigan a essere una schiacciasassi: +21 contro Howard, +23 contro Saint Louis, +13 contro Alabama e +33 contro Tennessee, il tutto con Lendeborg (che ha una storia molto particolare) che ha giocato finora da MVP del Torneo. Elliot Cadeau alla sua miglior stagione al tiro detterà i ritmi dell’attacco anche se una reazione allergica ha ritardato la sua partenza per Indianapolis, mentre Trey McKenney, Nimari Burnett e Roddy Gayle avranno il compito di segnare da 3 sugli scarichi.
Il matchup – Uno tra Kharchenkov e Peat dovrà marcare Lendeborg, che di solito è diabolico nello sfruttare i centimetri vicino a canestro, ma che per una volta avrà contro giocatori più bassi e con propensione più da esterni ma con fisico e chili in grado di reggere il confronto. Una specie di sfida nella sfida.
Pronostico – Siamo al lancio della monetina. Due grandi allenatori che meriterebbero una chance di titolo, due grandi squadre con grandi giocatori. La maggior parte dei bookmakers prevede uno scarto finale di 1 punto, il che è come il vecchio 1X2 sulla schedina italiana del Totocalcio. Diciamo Michigan per il dominio mostrato al Torneo.


