Scaduta la deadline per gli underclassmen per ritirare o meno il proprio nome dal Draft Nba, ecco come si configura la nuova stagione NCAA tra ritorni eccellenti, arrivi nel transfer portal e soprattutto ancora un pezzo forte disponibile sul mercato.
L’affare Momcilovic
Da quando è entrato nel portal non si fa che parlare di lui. Un tiratore di 2.04 cm con il 48.8% da tre, ovviamente il migliore della Division I, svezzato in uno dei migliori sistemi difensivi della nazione con più di 100 partite da titolare sulle spalle. Associare l’etichetta di “Game changer” a Milan Momcilovic rischia di essere riduttivo. Americano di origini serbe, era scontato che tornasse al college dove prenderà tra i 5 e i 7 milioni di dollari la prossima stagione. Meno scontata la sua destinazione: Kentucky è la più disperata dopo aver perso ogni recruiting battle di questa offseason, ma non è detto che il matrimonio si farà.
Arizona ha a lungo accarezzato l’idea di un Koa Peat bis, ma il prospetto 5 stelle ha deciso di rimanere al Draft sfidando le cattive recensioni sul proprio jump shot, e Tommy Lloyd è sprovvisto proprio di un 4 che possa aprire il campo da mettere al fianco di Ivan Kharchenkov e Motiejuvas Krivas. St John’s ha appena preso Toundè Yessofou (ci arriviamo presto) e con Momcilovic rinforzerebbe un reparto lungo forte solo di Ruben Prey e Donnie Freeman, quindi con poca profondità. Nonostante un mercato importante, Louisville ha ancora soldi da spendere e un tiratore come Momcilovic sarebbe il colpo finale per una versione dei Cardinals costosa quanto le sue ambizioni.
Yessoufou a New York
Sembrava indirizzato a rimanere al Draft ma alla fine il logico conto economico – si parla di 6 milioni di dollari – ha avuto la meglio. La guardia in uscita da Baylor è il two-way perfetto per St John’s, ottimo da mettere off the ball accanto ad un creatore elettrico come Ian Jackson e uno più disciplinato come Quinn Ellis. Il reparto piccoli è stato il grande problema della squadra di New York che ha puntato forte sul 2006 del Benin aspettandolo fino all’ultimo momento per proseguire una off-season iniziata col botto con l’arrivo della guardia dell’Olimpia Milano su cui Pitino ripone un’enorme fiducia.
Ora però la coperta sembra comunque ancora corta perchè, dopo aver avuto l’anno scorso un reparto lunghi di ottimo livello, St John’s ha preso nel portal il solo Donnie Freeman sotto canestro senza però andare ad allungare una rotazione nel frontcourt che al momento sembra poco competitiva. A meno che non arrivi Momcilovic.
Grandi ritorni e cocenti delusioni
Alcuni ritorni erano più scontati, come quello di John Blackwell a Duke, Flory Bidunga a Louisville o di Jeremy Fears a Michigan State, altri invece sono rimasti incerti fino all’ultimo. C’è una Vanderbilt con e una senza Tyler Tanner e quella con lui è una gatta da pelare per chiunque. Il playmakerino two-way sarà nuovamente il leader indiscusso di una versione rinforzata da coach Mark Byington in questa off-season con l’ambizione di essere una squadra da Top 25. Sorte simile per Alabama, altra delusa dell’offseason, che potrà contare però su Amari Allen, perfetto 3&D nel sistema a cento all’ora di Nate Oats.
Sempre in SEC, Kentucky può rifarsi parzialmente con il ritorno di Malachi Moreno mentre Arkansas si divide a metà, tra il ritorno del buon difensore Billy Richmond e l’addio di Meleek Thomas. Chi è rimasta delusa con la netta sensazione di affrontare un anno di transizione nella prossima stagione è Texas Tech che ha visto il tedesco Christian Anderson scegliere la strada del professionismo.

