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March Madness 2026 – La festa di Arizona e dei Balkan Boys

Koa-Peat-Arizona - 1

Due Region hanno già la loro finale e ci sono nomi imprevisti alle Final Eight: Illinois elimina Houston finalista dell’anno scorso, Iowa vince il derby del Midwest ancora grazie al suo lungo spagnolo, Purdue avanza all’ultimo respiro e Arizona passeggia contro Arkansas.

Vediamo cosa è successo nel South e nel West.

West

La straripante forza di Arizona – Quando una squadra si dimentica di difendere, per di più contro un’avversaria piuttosto forte, è facile che le cose finiscano male e in fretta. E’ il caso di Arkansas che gioca la partita più importante dell’anno con l’intensità di un’amichevole precampionato e così Arizona arriva alle Elite 8 passeggiando, senza neanche sudare. Mai nessuna squadra al Torneo aveva avuto 6 giocatori con 14 o più punti e il dato rende bene la festa collettiva dei Wildcats che ne segnano 109, manco fosse il primo turno contro una low major. Sia chiaro, meravigliosa la perfomance offensiva della squadra di Tommy Lloyd, con Ivan Kharchenkov perfetto, Koa Peat inarrestabile e Braden Burries chirurgico ma il 64% dal campo (avete letto bene, 64%) di Arizona non si spiega senza la complicità dei Razorbacks, Darius Acuff compreso, che quantomeno ne segna 28 e conferma di essere un gran talento. John Calipari incassa la peggior sconfitta al Torneo della sua carriera, Arizona va avanti spedita verso le Final Four.

Arizona vs. Arkansas - Sweet 16 NCAA tournament extended highlights

Purdue all’ultimo respiro – Ci sono le partite per i freshman e ci sono anche quelle dei veterani e questa è stata decisamente una di queste. Purdue torna ancora alle Elite 8 grazie al tap in praticamente sulla sirena di Trey Kaufman-Renn, senior da 4 anni a West Lafayette, esattamente come Braden Smith, altro protagonista di una partita sempre in bilico e decisamente più complicata del previsto per Purdue. Tramon Mark in Ncaa ci gioca da 6 anni, ed è lui il leader dei Longhorns, almeno fino a quando resta in piedi: ne segna 29, l’unico giocatore di Texas che ne segnati di più in una partita del torneo è stato Kevin Durant con 30 nel 2007, ma si fa male a una caviglia e gioca buona parte del secondo tempo praticamente zoppicando. Ha giocato addirittura con un piede rotto Jordan Pope, e quindi la squadra di Sean Miller può uscire a testa bel alta, dopo essere rimasta appiccicata ai Boilermakers per tutti i 40′ nonostante una brutta partita di Matas Vokietaitis, molto nervoso e condizionato dai falli. Ma Purdue non sarà quest’anno una corazzata ma ha giocatori che possono risolvere le partite e così è stato, con Smith e poi Kauffman-Renn a fare le giocate giuste per andare avanti.

South

La festa dei Balkan Boys – Difesa e rimbalzi sono le armi di Houston, difesa e rimbalzi sono state le armi di Illinois contro i Cougars che pure hanno giocato praticamente in casa, a 3 km dal loro campus. Festeggiano i Balkan Boys di Brad Underwood e David Mirkovic si conferma uno dei migliori giocatori della Division I, non solo tra i freshman. Il montenegrino chiude con l’ennesima doppia doppia da 14+10 ed è l’uomo chiave di Illinois che trova una solidità difensiva vista raramente quest’anno ma tirata fuori nell’occasione giusta. Dopo 5’, il punteggio è 3-3, 24-22 all’intervallo, ma Illinois piazza all’inizio del secondo tempo un parziale di 17-0 che sarà poi decisivo, mentre i Cougars prendono ferri su ferri. Kingston Flemings e Chris Cenac chiudono con 7/22 ma è tutta Houston che tira con il 34% e perde anche lotta sotto i tabelloni 43-34. Tira male anche Keaton Wagler (4/14) ma sono fondamentali i suoi 12 rimbalzi, compreso uno nel finale che sigilla la partita e dà a Brad Underwood il secondo giro alle Elite 8 negli ultimi 3 anni. Ma questa volta non ha nessuna intenzione di fermarsi.

La favola di Iowa continua –  Bennet Stirtz, il pretoriano di coach Ben McCollum, nel secondo tempo litiga con tiro dalla distanza ma mette una tripla nel finale che cambia l’inerzia della gara. Alla fine per lui nei consueti 40 minuti di gioco ci saranno 20 punti e 4 assist. Ma è tutta Iowa che sembra in missione. Non sbagliano mai quando serve un canestro decisivo. Nebraska prova più volte ad allungare sul +4 o +6 ma gli Hawkeyes non si fanno mai spingere troppo in basso e trovano sempre il modo di recuperare. E poi c’è Alvaro Folgueiras, sempre lui, il lungo mobile e tiratore che già aveva messo la tripla vincente contro Florida e che nel finale sfrutta una clamorosa ingenuità difensiva dei Cornhuskers per il 2+1 subito (da rimessa sotto il canestro opposto) che di fatto chiude la gara. Spiace per Fred Hoiberg e per il nostro Luca Virgilio che hanno regalato un’annata da incorniciare a Nebraska con le prime due vittorie nella loro storia al Torneo che però contro Iowa ha avuto un reale contributo solo dal solito Pryce Sandfort. Troppo poco per battere il sogno di Iowa, che ora prosegue contro Illinois in uno scontro tra squadre della Big Ten.

 

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