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Eternal City Tip Off, ecco perchè l’Ncaa inizierà la sua stagione a Roma

La stagione di college basketball 2026-27 inizierà domenica 1 novembre a Roma, al Palazzo dello Sport dell’Eur, in una sfida senza precedenti tra Villanova e Notre Dame con in campo sia le squadre maschili che quelle femminili, con inizio rispettivamente alle 15.30 e alle 18.00. Per la prima volta, l’Ncaa inizia la sua stagione ufficiale in Italia e abbiamo intervistato chi ha reso possibile questo evento, voluto anche dal Vaticano. Perchè l’Eternal City Tip Off avrà un protagonista assoluto: un prelato appartenente all’ordine Agostiniano, ex studente di Villanova, nato come Robert Francis Prevost e ora conosciuto in tutto il mondo come Papa Leone XIV.

L’idea

L’idea è nata un’ora dopo l’elezione di Papa Leone XIV“, ci ha raccontato quest’estate John Anthony, Ceo di OnLocation, una delle menti dietro questo progetto. L’idea era facile: far sfidare la più famosa e popolata università cattolica d’America, ovvero Notre Dame, contro l’Alma mater del pontefice, Villanova, in una partita nella capitale del cattolicesimo mondiale, Roma. Diciannove mesi di lavoro, oltre duecento persone coinvolte, NCAA, Fox Sports e università tirate in mezzo per impacchettare un evento che smuoverà quasi ventimila persone.

John Anthony

Al centro, il CEO di OnLocation John Anthony

Se il legame tra Villanova e l’evento ha a che fare con le alte sfere divine, quello con Notre Dame ha termini più prosaici. John Anthony è un’ex studente dell’università (per essere precisi, è un ex giocatore della squadra di golf), un donatore (o booster) e soprattutto l’uomo che, prima con la sua agenzia di viaggi per eventi sportivi Anthony Travel e poi alla guida di On Location, organizza dal 1988 le trasferte dei tifosi di football dei Fighting Irish in giro per l’America e in Europa. Tra i tanti, gestisce i tour per l’Aer Lingus College Football Classic, l’evento inaugurale della stagione di football che si svolge dal 2020 in Irlanda, a Dublino – paese di origine di Anthony – e che avrà luogo fino al 2037.

Dagli agostiniani della East Coast di Villanova ai membri della Congregazione della Santa Croce presenti in Indiana a Notre Dame, si sfideranno a Roma due scuole private nate nello stesso anno (il 1842) e con  oltre diecimila studenti che fanno parte dell’Association of Catholic Colleges and Universities, ovvero l’organizzazione che racchiude tutte e 53 le università cattoliche degli Stati Uniti. 

“Il Papa ha parlato della natura unificatrice dello sport e ha precisato come lo sport possa essere un potente strumento di unione tra le persone” aggiunge Anthony. Il presidente di Villanova, reverendo Peter Donohue, è coetaneo del Pontefice e i due sono entrati negli stessi anni all’interno dell’ordine Agostiniano. E proprio dal Vaticano è arrivata una spinta logistica e organizzativa per mettere a punto questo evento. Ci sarà un’udienza privata delle squadre con il Pontefice, così come una messa per tutti i fedeli-tifosi che arriveranno, oltre ad una conferenza su sport e spiritualità che si terrà due giorni prima delle partite. E poi gli allenamenti, l’accoglienza per i tifosi in arrivo dagli Stati Uniti nella splendida Villa Miani di Roma con vista San Pietro, ma anche l’idea molto americana di portare i giocatori in visita a un clinica riabilitativa per giovani.

Il reverendo Peter Donohue con Robert Francis Prevost

Una partita – o meglio una settimana di eventi – che non sarebbe mai stata possibile se fosse stato eletto un altro Papa. D’altronde ci fu discreta sorpresa per l’elezione di Leone XIV, non solo in Italia dove si parlava di un Pontefice italiano, ma anche in America. “Non mi sarei mai immaginato di vivere con un Papa di Villanova” ci ha detto Baker Dunleavy, orgoglioso alunno di Villanova, ex assistente allenatore di Jay Wright e attuale general manager di coach Kevin Willard.

Il team

Dall’elezione del Papa l’8 maggio del 2025 al primo novembre 2026: diciannove mesi per organizzare tutto, oltre duecento persone coinvolte per allestire, produrre e trasmettere la partita in Italia e negli Stati Uniti, altre duecento persone e passa presenti nella settimana romana che seguiranno i tour dei tifosi. Senza dimenticare i media, gli hotel, i catering e le strutture del PalaEur coinvolti. Insomma, uno sforzo micidiale per un nuovo evento di turismo sportivo.

Il 2026 è stato un anno da ricordare in questo senso: le Olimpiadi di Milano-Cortina in Inverno, i Mondiali di calcio in estate, senza dimenticare il SuperBowl, l’NFL con le sue partite internazionali e Wrestlemania. Tutti eventi di cui OnLocation e TKO – l’holding di cui fa parte – hanno organizzato gli spostamenti dei tifosi. La cifra per il turismo sportivo si avvicina ai mille miliardi di dollari mossi in un anno. Ma chi sono gli altri attori attivi di questo evento?

Il cartellone del doppio evento di Player’s Era a Las Vegas

A trasmettere la partita sarà Fox Sports, l’emittente che trasmette dal 2013 le partite della Big East. A supervisionare l’organizzazione generale e a cercare gli sponsor invece c’è Player’s Era. Se il nome vi suona famigliare è perché dallo scorso anno organizzano un omonimo torneo nelle prime fasi stagionali di college basketball. Il CEO Seth Berger – un ex allenatore di high school trasformatosi con il NIL in uomo di affari – ha puntato su questa nuova formula: montepremi milionari per le squadre vincitrici del suo torneo pre-stagionale. Addio ai tradizionali Battle 4 Atlantis e Maui Invitational, tutti a Las Vegas per una settimana a cercare di vincere un milione di dollari da redistribuire ai giocatori con il NIL. L’Eternal City Tip Off diventa quindi il primo caso-studio per una possibile espansione in Europa del loro modello.

Ovviamente, l’Italia in questo caso è stata scelta per la presenza del Papa a Roma ma ci sono discrete chance che diventi un avamposto interessante per futuri eventi sportivi a livello collegiale. Luka Doncic ha portato i Los Angeles Lakers nella sua Slovenia per il training camp, Arizona ha sfruttato le sue connections lituane per farsi un giro nei Baltici quest’estate ma, se bisogna convincere ventimila americani paganti a fare un viaggio transoceanico per una settimana e seguire le proprie squadre di college in Europa, l’Italia ha sicuramente un grande appeal.

Secondo l’ente del turismo statunitense, il National Travel and Tourism Office, l‘Italia è il quarto paese più visitato nel mondo dagli americani nel 2024 (secondo in Europa, dopo il Regno Unito) con Roma, Firenze, Venezia e Como tra le città più visitate. Se uniamo questo alla forte presenza italo-americano tra gli storici coach NCAA come Tom Izzo, Geno Auriemma, Rick Pitino e John Calipari – tutti molto legati all’Italia e intrigati all’idea di venire a giocare qui – ci rendiamo conto quanto l’evento del 1 novembre potrebbe segnare uno spartiacque interessante.

La partita

“Avremmo potuto fare sold out solamente con il mercato americano, se avessimo voluto” ci racconta John Anthony. Ma gli appassionati italiani di college basket possono stare tranquilli perché una parte dei biglietti è stata riservata al mercato italiano e saranno disponibili alla fine di settembre. La prima sede individuata, il PalaTiziano, si è rivelato in fretta troppo piccolo per contenere la quantità di tifosi in arrivo e per questo si è subito virato sul PalaEur, a testimonianza di come questi eventi diventino degli investimenti sicuri per gli organizzatori che di fatto si portano da casa i tifosi, mentre sorte diversa tocca alle due nuove squadre romane che puntano a entrare nella futura Nba Europe e che dovranno creare da zero la loro fan base nella Capitale.

“Per noi questo viaggio avrà un’importanza sia dal punto di vista del recruiting che della visibilità del brand”, ci spiega il GM dei Wildcats, Baker Dunleavy che continua “Sappiamo che c’è la possibilità di rendere il college basketball globale e vogliamo far parte di questa espansione reclutando giocatori come Luigi Suigo”.

Quattro squadre, due maschili, due femminili, giocatori come Luigi Suigo, Tyler Perkins, Hannah Hidalgo – una giocatrice da quasi quadrupla doppia di media la scorsa stagione – per due partite già molto importanti in ottica classifica. Sull’analisi dei roster attendiamo qualche settimana prima di parlarne – sperando che l’NCAA chiarisca le regole di eleggibilità e quindi chi potrà giocare e chi no – mentre ora ci focalizziamo più su quello che c’è stato e ci sarà intorno alla partita che ha già registrato un dato importante.

“I summer tour erano meravigliosi, specialmente per i team. Un paio di settimane insieme per conoscersi, allenarsi, giocare a diversi livelli di competizione e fare un’esperienza incredibile in un paese diverso. Ma erano attività del team, giusto? Ora invece parliamo di una partita di regular season, una faccenda totalmente diversa. C’è vera competizione, conta nel record, i team prenderanno molto più seriamente l’evento. C’è meno tempo per fare le attività culturali, è più come fosse un viaggio di lavoro. E stavolta li seguiranno anche i tifosi” spiega John Anthony.

É una tendenza che avevamo già notato nel college sports. Oltre agli eventi del football in Irlanda, Dublino ospitò nel 2022 una partita tra università della MAAC e dell’Atlantic Sun ma non eravamo ancora nell’era del NIL. La Big 12 da anni cerca di portare almeno una partita di conference a Città del Messico, senza avere successo, ed è chiaro che ci saranno sempre di più occasioni del genere. Anche perché le partite giocate fuori dagli Stati Uniti rappresentano una grande possibilità per gli atleti internazionali di guadagnare soldi NIL senza inventarsi artifici legali e salti mortali, visto che gli atleti non americani hanno il visto da studente e per legge non possono ricevere compensi durante la loro permanenza negli States.

E’ un cambiamento totale organizzare una partita di regular season all’estero, piuttosto che – come da tradizione – a South Bend o a Villanova. L’impatto economico si alza a livello vertiginoso: “Se da una parte l’impatto è locale con i tifosi che vengono al palazzetto, i biglietti e il guadagno che puoi ricavare dal food&beverages o dai parcheggi, stavolta si tratta di un viaggio transoceanico con decine di migliaia di persone che rimangono dalle tre alle cinque notti e che spendono i lori soldi per esperienze, musei, cibo e shopping. L’impatto economico delle singole partite dell’Aer Lingus College Football Classic è di cento milioni di euro direttamente spesi dai turisti americani” spiega John Anthony. E a Roma giocheranno Villanova e Notre Dame, ma se brand già globali come Duke e Kentucky o università di grande tradizione come Kansas e Indiana arrivassero in Italia, oppure si organizzasse una partita di football a San Siro con 80mila persone. l’impatto a tutti i livelli sarà ancora maggiore. Ecco perché – indipendentemente dal Papa – questa partita rappresenta un esperimento molto interessante per il futuro dei college sports.

Futuro 

Mutuando un concetto dall’industria televisiva, Notre Dame-Villanova è di fatto un episodio pilota. Un esperimento per capire se le partite di regular season NCAA in Italia e in Europa hanno un futuro: “Vogliamo continuare a crescere e creare esperienze indimenticabili su scala internazionale così da permettere all’ecosistema dell’NCAA di beneficiarne. Sai, quando inizi qualcosa di nuovo, ti danno una possibilità e si valuta se vale la pena continuare” spiega John Anthony.

E in un mondo governato dal NIL, dove ogni anno il budget cresce del “30/40% ogni offseason” secondo il GM Dunleavy, sondare altri mercati e cercare altri partner e sponsor, al di fuori dal proprio circolo di booster facoltosi, è un’idea sensata per un mondo, si, in continua espansione ma sicuramente anche difficilmente sostenibile. L’idea dell’Eternal City Tip Off ruota attorno alla presenza del Papa a Roma, ma quando si parla di affari gli americani non sono secondi a nessuno. Di certo, non si aspettavano la presenza di Luigi Suigo in grado di facilitare la connessione con potenziali sponsor italiani.

Chiudiamo così con l’idea – in senso più ampio – che Mr. Anthony ha per il futuro: “Sappiamo cosa vogliamo, cosa le università e le squadre vogliono. Un’esperienza unica miscelando basket, cultura e in questo caso fede. É un evento che va oltre la partita stessa. É una piattaforma globale dove mostrare talento élite e grandi squadre ad un livello che aiuterà la crescita dello sport collegiale. Ci sarà una narrativa potente attorno a questa partita, sia per chi parteciperà, sia per chi sarà davanti alla Tv”. E noi speriamo che sia solo il primo di altri eventi come questo in Italia.

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