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Italiani week 1 – Niang esordio totale, Van Elswyk dice 17

Basketballncaa - Suigo Sarr Niang

Basketballncaa - Suigo Sarr Niang

E’ iniziata la stagione Ncaa per i 38 ragazzi italiani che giocheranno quest’anno negli Stati Uniti in college di tutti i livelli. Tra esordi, conferme e ritorni in campo, ogni settimana vi segnaleremo tutte le prestazioni interessanti e le notizie che li riguardano.

Ecco come sono andate le prime partite.

Saliou Niang parte da 14+14

L’avversario non era esattamente una corazzata, ma l’impatto di un giocatore da Eurolega di 22 anni come Saliou Niang si vede eccome in campo NCAA. Contro la modesta LSU New Orleans, l’ex Virtus riempie la stats line di numeri interessanti (14 punti, 5/7 al tiro, 14 rimbalzi, 5 assist, 6 palle rubate in 23′) per confermare subito che tipo di giocatore è: un all around atletico in grado di fare qualsiasi cosa, con un’attitudine da glue guy, già vista in Europa e in Italia, che in America mette al servizio delle invenzioni di Donovan Dent e al rifornimento di un lungo come Michael Ruzic. Ha inoltre mostrato un’interessante capacità di dare via assist, cosa di cui si è complimentato anche coach Will Wade. E poi c’è la difesa, che rimane uno dei suoi compiti principali per aiutare i Tigers a essere molto aggressivi sulla palla. Ha tutto per rendere Wade un coach felice e anche vincente.

Saliou Niang Makes and Misses vs UNO | LSU Game 1 | November 3, 2026 | Cleveland Cavaliers Prospect

Keep calm and wait for Luigi

Gli americani sono popolo impaziente che reagisce in fretta, oltre a commentare con enfasi la qualsiasi perchè così va il mondo della comunicazione in generale e figuriamoci il loro. E qualcuno dall’altra parte dell’oceano ha storto il naso non poco per il debutto di certo non sfavillante di Luigi Suigo, che ha perso l’Eternal City Tip Off contro Notre Dame. Ma come, è un gigante, giocava in Italia, contro una squadra non fortissima, e non ha dominato? No, non ha dominato senz’altro, ha giocato in modo tutto sommato anonimo chiudendo con 7 punti e 5 rimbalzi e un’intimidazione difensiva inferiore alle attese, oltre a tre palle perse quando ha provato a muoversi in area. Ma al di là dell’ovvia scusante della prima partita da freshman in tutt’altro basket rispetto a quello che ha finora giocato, si può anche parlare dei compagni di squadra che lo hanno cercato pochissimo e di un coach che vuole usare le sue doti da passatore, facendolo partire lontanissimo dal canestro. Ma soprattutto si può parlare di pazienza, quella concessa a chiunque abbia 19 anni e si porta appresso un corpo del genere. O forse la carriera di Zach Edey non ha insegnato nulla in America?

La maturazione di Dame Sarr

Se avete negli occhi il Dame Sarr della scorsa stagione di Duke, quello di quest’anno vi sembrerà un altro giocatore, in meglio. Difensivamente resta il perno della squadra sul perimetro, capace non solo di annullare il diretto avversario, ma di avere il tempismo giusto su aiuti e intercetti. Il vero cambiamento però lo si è visto in attacco, dove ha chiaramente lavorato (probabilmente anche con lo staff dei Blue Devils) per essere molto più dinamico e molto più aggressivo nell’attaccare il ferro, sfruttando anche le sue grandi doti atletiche. Chiariamo, non che Duke abbia finora affrontato delle corazzate e due partite sono un campione statistico poco rilevante, ma balza agli occhi come il ragazzo di Oderzo giochi meno minuti ma con maggiore qualità. Al momento non ha ancora sbagliato un tiro dal campo (9/9), e ha tentato 14 tiri liberi (segnandone 12) a testimonianza di un atteggiamento offensivo molto diverso. Solo il lungo Patrick Ngongba ha guadagnato più viaggi in lunetta. Ancora più interessante il fatto che Sarr non abbia ancora tentato nemmeno una tripla, suo tallone d’Achille la scorsa stagione (32%), nella quale però stazionava dietro la linea da 3 aspettando gli scarichi come un tipico 3&D, modalità di gioco che forse interesserà gli scout NBA (nel mock draft di Espn al momento è 18esimo) ma che almeno al momento non si addice alle caratteristiche del giocatore. Il “nuovo” Sarr al momento è una dinamo e Duke ha riscoperto un elemento chiave del roster.

 

Van Elswyk esordio con il botto, ritorno in campo per Pozzato

L’anno da redshirt a Colorado ha fatto bene a Leonardo Van Elswyk che riparte da Stony Brook. Alto impatto nei pochi minuti a disposizione con 7/7 da due in 13′ con anche una tripla a referto e 17 punti per uno statement chiaro già all’esordio: l’ex Olimpia vuole in quintetto.
Dink Pate inellegibile, Devin Vanterpool ai box per infortuni e Leonardo Marangon si prende un posto da titolare: serata sbilenca al tiro (2/9) ma l’ex Cividale avrà minuti a Providence grazie alla sua difesa e alla fiducia che coach Hogdson ha già in lui.
Gran bell’esordio anche per Luca Vincini che, nella comoda vittoria di San Diego State contro Cal State Fullerton, segna 10 punti e prende 7 rimbalzi dimostrando subito di essere un ottimo lungo dalla panchina. Esordio nella stessa partita anche per David Torresani che ha chiuso con un punto in 11′.
Da Penn a Boston, continua il tour del nord-est americano per Michelangelo Oberti che parte titolare con i Terriers e mette un bel mattoncino nella vittoria inaugurale: 13 punti in 26 minuti a cui aggiunge anche 3 assist che potrebbero dargli una dimensione interessante.
Reclamerà nel corso della stagione più minuti se continua a difendere così Andrew Osasuyi. L’esordio a Georgia va nel solco della seconda parte di stagione con i Bonnies: tre stoppate rifilate in pochi minuti.
E’ tornato in campo e non mostra nessun problema fisico Gabriel Pozzato, autore di due triple e di un elegante canestro in penetrazione, per sfruttare tutto l’atletismo che lo ha sempre caratterizzato. Xavier passeggia con Mount St Mary’s ma poco importa punteggio e avversaria: dopo un anno di stop per l’operazione al ginocchio, il sophomore italiano è arrivato in Big East per dimostrare tutto il suo talento.

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